Informagiovani: quando la confusione è padrona

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Gent.mi,

mi rivolgo a voi come punto di riferimento per la disinformazione psicologica. Mia figlia di 14 anni mi ha chiesto se davvero gli psicologi etichettano le persone come malate e le fanno restare così per sempre. Cercando di approfondire le ragioni della sua domanda mi sono imbattuta in un sito da cui lei diceva di aver tratto delle notizie. Ve lo indico, potete dirmi cosa ne pensate? Io l'ho trovato molto confuso, pur non essendo psicologa.

Grazie,    M.V.

 
 
 

COMMENTO REDAZIONALE DI CLAUDIA FABRIS

Gli Informagiovani detengono, da più di trent’anni, un ruolo rilevante nell’ambito delle politiche comunali, volte all’orientamento professionale, principalmente, ma non solo. Questi sportelli territoriali rappresentano, di fatto, un importante punto di riferimento per i giovani, ma anche per chi non lo è più. L’informagiovani, nel tempo, è divenuto luogo nel quale il cittadino, soprattutto il giovane, può consultare elenchi di opportunità e offerte di lavoro, ma anche ricevere informazioni su tematiche di interesse giovanile, per ricevere utili spunti di riflessione,per orientare comportamenti,per ideare progettualità di vita. Nel tempo questi luoghi pubblici hanno assunto il ruolo di fonte autorevole, attendibile ed affidabile, di divulgazione di contenuti. La responsabilità per le indicazioni che vengono veicolate attraverso questo mezzo di comunicazione, si è parimenti accresciuta. Per tale motivo è auspicabile che l’informagiovani si occupi della diffusione di notizie supportate da teorie e dati scientifici, non certo della divulgazione di indicazioni che paiono dettate più da atteggiamenti personali, dando spazio, invece, ad una corretta informazione. Abbiamo chiesto ad alcuni dei nostri esperti di commentare i suggerimenti pubblicizzati sul sito dell’informagiovani di Roma, che invita ad affrontare i problemi di crescita personale senza rivolgersi a chi ne è competente, lo psicologo, affermando bensì che questo professionistasia inadeguato e che etichetti il disagio esistenziale in qualità di malattia.

Author: Brian

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3 Comments

  1. Leggo le opinioni dei vari colleghi e mi permetto di avanzare un dubbio: siamo sicuri che quel sito abbia davvero qualcosa a che vedere con il Comune di Roma?
    Io l’ho navigato e non ho visto link o accenni al Comune. E peraltro il servizio destinato ai giovani del Comune di Roma, leggo dal sito di Roma Capitale, si chiama “Incontragiovani” e non mi pare che linki da nessuna parte il sito di cui si dibatte, né linka l’associazione “Oikos” che ne ha la paternità.
    Non vorrei che il sito di cui si discute fosse una iniziativa del tutto privata, che dandosi il nome di “Informagiovani” viene confuso con gli analoghi servizi offerti dai Comuni.
    Oltretutto troverei piuttosto inspiegabile che un Comune si rendesse promotore di prese di posizioni così drastiche, approssimative e disinformate (sembra di essere alla fiera dei luoghi comuni e dell’ignoranza!): anche perché si tratta delle stesse categorie professionali con cui, magari, il Comune stesso avrà ideato iniziative e progetti di intervento sul disagio! Se quel sito fosse riconducibile al Comune di Roma, credo che il Comune dovrebbe dare più di una spiegazione, non solo alle categorie professionali così scioccamente denigrate ma soprattutto alla cittadinanza che di queste categorie può usufruire – è appena il caso di ricordarlo – nei servizi sanitari pubblici.
    Da ultimo… non so se sia una coincidenza, ma i toni e i contenuti delle pagine del sito a me ricordano tanto una recente mostra itinerante “contro i danni della psichiatria nella storia”, a cura di una sedicente “chiesa” americana di cui è ben nota l’estrema avversione contro psichiatri e psicologi.

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    • Buongiorno Silvia. Ha ragione, al momento non compaiono più i riferimenti del Comune sul sito, a differenza di quanto avveniva a fine 2013. L’associazione OIKOS, che aveva in appalto la gestione del sito e del punto informativo per i giovani, si è trovata a dover gestire uno scontro di tipo legale (i cui dettagli non conosco) che hanno generato probabilmente una parziale riorganizzazione del sito web. Al momento della segnalazioni il sito riportava però i riferimenti istituzionali ufficiali

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  2. Sono anch’io convinta che si sia creato un equivoco.Infatti anche se piccolo si legge la parola Oikos e se si cerca sulla rete si trova una associazione Oikos che si occupa di foreste e di psicologia.mi sembra molto giusto segnalarlo perché impreciso e grossolano,ma anche pericoloso.Lavoro da 34 anni in un servizio psichiatrico e sono incredula è dispiaciuta che si possano esprimere tanti preconcetti senza mettere in conto il pericolo di allontanare dalle cure tante persone che ne potrebbero avere bisogno

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