Porno Take Away – Una sexy avventura di D. Winnicotto

I think I fell in love with a porn star
And got married in a bathroom
Honeymoon on the dance floor
And got divorced by the end of the night
That’s one hell of a life

Hell of a life, Kanye West

Prima premessa. Ho abitato a Roma nord per quasi dieci anni. Avvolto dalla mia misantropia adolescenziale coltivavo al minimo i rapporti con le persone che mi giravano intorno. Tra queste Mario, dell’ononimo bar sotto casa dove talvolta facevo colazione. Un cinquantenne ancora molto giovanile che serviva il caffè ballando al ritmo della musica di radio mambo perennemente diffusa nel bar. Per i primi anni della mia presenza a Roma non ho mai rivolto un saluto a Mario, mai. Troppo chiuso nel mio bozzolo elitario per interagire con un fan della musica sudamericana. Dopo diverso tempo un pò per studi un pò per maturità ho iniziato a liberarmi della mia gabbia caratteriale e rivolgere timidi saluti all’edicolante, alla salumiera, alla cassiera e a Mario. Le colazioni al bar condite da saluti cordiali tra me e lui sono diventare molto più piacevoli e quel posto non mi sembrava poi così ostile come avevo sempre pensato.

Seconda premessa. Mai stato in un sexy shop. Per timidezza e per paranoia; la paura che all’uscita mi trovassi di fronte i miei genitori, i miei professori, tutte le ragazze che mi piacevano, i miei capi scout tutti confluiti lì contemporenamente per un esiziale scherzo del destino. Ma fantasie su come dovesse essere un posto del genere da bravo adolescente le ho fatte; più che su cosa potessi trovare la mia immaginazione delineava le forme e le movenze del personale di questo tipo di esercizio commerciale.

Terza premessa. Qualche anno fa ho visto comparire per le strade romane l’ennesima evoluzione del concetto di take away. Piccole stanze colorate aperte lungo le strade riempite di distributori automatici di tutti i tipi. Era possibile acquistare bibite, merendine, snack, patatine, panini, succhi di frutta ma anche caffè, cappuccino, bevanda al gusto latte. Tutto veloce, tutto smart e cheap. Tutto senza l’inutile ingombro del doversi relazioneare con un essere umano. Con buona pace per Mario.

Sempre in giro per la mia città, questa volta in motorino lungo la Casilina dove ora vivo. Un grande cartellone pubblicitario (per posizione e dimensione deve costare davvero molto) annuncia l’apertura di un sexy shop vicino casa mia. La novità è che aperto 24h su 24 ed è a servizio automatico, senza personale. Resisto qualche settimana poi a notte fonda vado a ispezionarlo. È come quelle stanzette di cui scrivevo prima, stessa fisionomia dei distributori, qualche tendina di plastica per non farsi riconoscere e qualche poster malizioso ma non troppo sulle pareti. Le onnipresenti telecamere a inquadrarti, registrarti, giudicarti. E cosa c’e’ da comprare? Pezzi di macelleria umana, simulacri di organi, sembianti di carne e pelle; buchi (di solitudine) da riempire con falli (onnipotenti) enormi. Seguendo un pò le descrizioni degli articoli sappiamo che ciò che viene venduto ” non appiccica, non tossico e senza ftalati” ed è “realizzato in materiale LoveClone RX ( un materiale innovativo, morbidissimo, ultra-realistico, Resistente all’acqua)“; alcuni articoli sono a “alimentazione: 2 x AA (non incluse)“; è garantita”vibrazione potente ma silenziosa” e ” le minute dimensioni consentono di portarlo sempre con te“; qualche articolo è ” dotato di touch pad illuminato per la gestione dei controlli e design mozzafiato” ma non solo ” vibra seguendo il ritmo della musica del tuo iPod, iPhone o player mp3 (Funziona con: tutti i modelli di iPod; iPhone;altri player mp3;chitarre, .. usa la tua immaginazione…); “gestibile mediante un comodo telecomando senza fili“; ma se è il tuo corpo a non soddisfare più il tuo bisogno di godimento assoluto, anzi meglio, se c’e’ un pezzo del tuo corpo che ti si aliena, non è efficiente come desideri, se ti imbarazza, se non mantiene gli standard di prestazione dei restanti pezzi puoi comunque sperare in “Maggiore intimità, un feeling naturale. Nessun confine, nessun limite“. Naturalmente “Prodotto “Made in Italy“; fidati “riattiva la circolazione e contrasta il senso di stanchezza” se vuoi “… al gusto di fragola! Il tutto senza calorie” ma è suggerita anche una dieta a base di proteine“.

Le ossa scaverò dal fondo del giardino
e le riattaccherò in mezzo alla mia carne
Degli occhi farò a meno che li ha mangiati il corvo
userò tutto il corpo per rivedere te
E se qualcosa di mio ti rimarrà fra i denti
non piangere perché poi lo digerirai

La ballata delle ossa, tre allegri ragazzi morti

Sono più sereno. Avrei avuto difficoltà a chiedere a Mario soltanto il suo sorriso in lattice o ad offrirgli la mia mano in plastica per salutarlo. Certo avrei potuto portarmi a casa il suo sguardo sorridente e tenermelo in stanza . Al sexy shop non c’e’. Ma ci sono altri pezzi che mi permettono di interagire solo con delle parti di un essere umano, non un intero, ma un pezzo alla volta; neanche sempre dello stresso sesso o dello stesso colore o forma. Poi sai, per esempio un orifizio con il solo contorno non è che capisci bene di che sesso è…. La tecnologia altera e potenzia parti del mio corpo : il mio sguardo coglie immagini in formati e colori molteplici tramite la camera digitale, può arrivare a qualsiasi latitudine e vedere ogni cosa attraverso il mio pc; il mio orecchio può ascoltare migliaia di giga di musica; il mio pene può essere enorme, multicolore, di diverso materiale, gusto, borchiato, paiettato, fluorescente. E tutto questo senza il bisogno di andare ad un concerto o ad una mostra, non ho bisogno di persone, incontri, attraversamenti. Ma con chi scambio il piacere? A chi mostrare la mia penipotenza se non all’occhio della telecamera che lo trasmetterà nel flusso dell’informazione globale? Non sono poi così diverso dal materiale venduto dal sexy shop, non il mio corpo. Frantumato in parti che si definiscono in base alla funzionalità, alla spendibilità sul mercato dell’immagine, all’efficenza; una gestalt spezzata dove un particolare non si definisce in base ad contesto più ampio ma rispetto a canoni universali e rigidi ( un naso in un volto ad esempio, non apprezzato rispetto alla soggettività unica e irrepetibile di un viso ma solo a confronto con gli standard imperanti). Stelarc (http://stelarc.org/?catID=20247 ) ce lo aveva detto che il corpo è obsoleto, che può essere sostituito da pezzi di ricambio più efficenti; ma qualcosa sfugge, forse, qualcosa che ha a che fare con il contatto, la soggettività se sostituisci un piede con un ferro da stiro, un cuore con un carburatore. Una specie di intero c’e’ nel sexy shop: le chiamano love doll, bambole d(ell)’ amore . Simil pelle, alcune hanno le fattezze di gente famosa ( che ad incontrarla per stada diventerei rosso, non spiccicherei parola e invece nel suo sembiante posso anche usarla come attaccapanni), descritte come selvagge come la tempesta, avide, assolutamente soddisfacenti . Nella forma sembrano intere ma sono pezzi, comunque. Non spaventano. Senza polmoni che muovono il respiro, senza lo stomaco che ricorda il vuoto della fame, il sangue che scorre e riscalda. Senza mucose che sporcano. Sono vuoti che propagandano il tutto pieno del godimento senza confine. Senza stanchezza, senza relazione, senza no, senza scambio. Tra i vari oggettucoli che si vendono c’è anche il test di gravidanza. Naturalmente non ci sono commessi, nè personale per evitare imbarazzo. Imbarazzo per una parte di sè forse non desiderata, non cercata; per una condizione così complessa, cruciale, delicata ma che magari un giorno potrà essere affrontata in un take away.

p.s. Lavoro in una casa famiglia per giovani madri. Un giorno chiama a telefono una signora e mi chiede ” cerco un bimbo in adozione, è lì che li date via ?”.

Gabriella Alleruzzo

Author: Gabriella Alleruzzo

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3 Comments

  1. Ho apprezzato PER INTERO.

    Ho soltanto un conto in sospeso
    Ed é con le mie viscere
    Per questo fatti avanti oppure spostati
    Lasciami passare.
    SE QUALCUNO (Patrizia Laquidara)

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  2. Ho notato quel cartellone….i pensieri che ho fatto vedendolo sono assimilabili a quelli dell’articolo.
    Ottime considerazioni.

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