Parere dott.ssa Simonetta Putti

L’Osservatorio Psicologia sui Media mi ha chiesto un parere sulla sezione Psicologia del sito Informagiovani , http://www.informagiovani.it/psicologia/default.htm

.

Il sito è una iniziativa dell’assessorato comunale alle politiche giovanili, presente da vari anni nel territorio romano, e nel web; nel 2010 l’iniziativa si è arricchita di nuovi servizi dedicati ai giovani tra i 14 ed i 35 anni ad opera dell’assessore comunale alle Politiche della Famiglia e della Gioventù: è stato messo a nuovo il portale internet e sono stati allestiti servizi aggiuntivi.

Nel sito ROMA Capitale, all’indirizzo

https://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?contentId=NEW109272&jp_pagecode=newsview.wp&ahew=contentId:jp_pagecode

in data 18 marzo 2010, si definiscono gli intenti e le finalità del sito: “Obiettivo del nuovo sito è creare e sostenere l’informazione, l’orientamento e la promozione delle opportunità socio-culturali e lavorative per i giovani.”

Ulteriori notizie, nel web,  segnalano la nascita del nuovo sito http://www.incontragiovani.it/

(sottotitolo Informagiovani di Roma capitale), che permette di linkare la relativa pagina facebook https://www.facebook.com/IncontraGiovaniRoma

nonché ulteriori pagine sui principali social network (You Tube, Twitter, etc…) e che appare come più recente filiazione dell’originario Infomagiovani, ma principalmente mirato a finalità pratiche di studio, lavoro, etc..

Fatto questo giro orientativo, mi avventuro ad esplorare l’originario Infomagiovani, che si presenta con una struttura alquanto artigianale e poco accattivante.

Valutando che il target è costituito da una popolazione ormai in gran parte digitalizzata e avvezza a navigare nel web con competenza, ricevo un primo impatto che lievemente mi sconcerta, al punto che mi domando se le pagine in questione siano da considerarsi come reperti di web-archeologia.

 

Nella sezione Fuori di testa, http://www.informagiovani.it/psicologia/default.htm

dopo un sommario preambolo – anche intriso di non poco pessimismo – su adolescenza e giovinezza come fasi problematiche della vita, si legge che le pagine in questione:

1.

Sono state create per aiutare i giovani a far chiarezza su quelli che vengono definiti ‘problemi psicologici’ .

2.

Servono a spiegare come questi problemi non nascono dentro di noi perché determinati da un gene, da un virus o da una malformazione, ma che, al contrario, siano il frutto amaro dell’interazione con un mondo circostante con il quale non ci troviamo più d’accordo, proprio perché stiamo crescendo.

3.

Mettono in guardia da tutte le cure pseudoscientifiche sostenute dalla psicologia e dalla psichiatria che, a più di cent’anni dalla loro nascita, non hanno fatto altro che rinchiudere, avvelenare, e gettare nello sconforto e nella disperazione milioni di individui.

Il secondo paragrafo, mi sembra fornire una spiegazione parziale, anzi una dis-informazione, in quanto i problemi vengono ascritti al solo fattore sociale, escludendo quindi i fattori genetici e organici che, seppur in bassa percentuale, vanno contemplati.

 

Il terzo paragrafo mette “in guardia da tutte le cure pseudoscientifiche sostenute dalla psicologia e dalla psichiatria”  che vengono indicate come responsabili di aver gettato nello sconforto / disperazione milioni di individui.. una visione catastrofica e totalizzante, che si commenta da sola.

 

Procedo, ancor più sconcertata, ed  arrivo ad una serie di indicazioni ed affermazioni apodittiche.

Eccone  alcune:

“Il rischio più grosso che una persona può incontrare, quando si trova in situazioni di sofferenza emotiva, è quella di passare dallo stato di PERSONA CHE SOFFRE a causa dei suoi problemi, allo stato di PAZIENTE PSICHIATRICO.”

Dunque, si  asseverano e rinforzano pregiudizi e stigmi che andrebbero invece dissolti.

“Di fronte all’evidenza che psicologia e psichiatria sono pratiche professionali molto diffuse (manca una e, n.d.r.) elaborate ma che NON sono fondate su alcuna scoperta scientifica valida, ci dobbiamo domandare PERCHE’ queste professioni hanno raggiunto tanto potere negli ultimi 100 anni. La ragione principale è che nella sua stragrande maggioranza la psichiatria risponde alla necessità di riportare sotto controllo sociale gli elementi della società che cercano di vivere la propria esistenza secondo il loro proprio punto di vista, e non secondo quello che viene deciso da chi è al potere.”

Psicologia e psichiatria vengono accomunate nell’essere entrambe prive di validi fondamenti e illustrate come strumenti asserviti ad un fantomatico Potere nemico della libertà e  della  individualità..

Si cade poi, almeno a mio parere, in una sorta di delirio in cui Chiesa, Psichiatria, Russia sovietica e vari stati americani assumono le terrifiche vesti di entità nemiche della libertà, nonché – per la loro colpevole connivenza con le industrie farmaceutici – di coatti avvelenatori .. ma non basta..!

Leggiamo che allorquando si contatti uno psicoterapeuta e questi ci consigli un farmaco  o ci prospetti una “diagnosi che non ci sembra realistica” occorre scappare lontano..

Mi domando se chi ha redatto le note in questione si sia mai curato di comprendere le differenze di ambito e competenza dello psicologo – psicoterapeuta- psichiatra; mi domando anche – con ironia – perché il suddetto redattore non si sia preso cura del proprio cosmico pessimismo e della parzialità della propria ottica.

Mi piacerebbe commentare una sorta di questionario relativo al cambiamento, ed ai connessi rischi, conseguenze, ostacoli, rimedi… per brevità mi dirigo alle indicazioni bibliografiche reperibili all’indirizzo http://www.informagiovani.it/psicologia/approfondimenti.htm

Qui vengono indicati scritti  per lo più di Enzo Minissi, ed in piccola percentuale di Vincent Kenny e Georgianna Gardner. Senza entrare nel merito dei succitati autori, mi limito ad osservare che la bibliografia in questione appare  quanto meno parziale e orientata.

In sintesi, le pagine segnalate ad OPM mi sembrano letteralmente dis-educative e improntate a ottiche pregiudiziali.

L’intento di indicare:

“.. le soluzioni più adatte alla ridefinizione in positivo dei periodi di crisi che si attraversano, fornendo un po’ di informazione su come indirizzare i propri sforzi personali per riconquistare la felicità e la tranquillità perdute.”

mi appare come obiettivo pienamente mancato.

Author: Brian

Share This Post On
You are not authorized to see this part
Please, insert a valid App IDotherwise your plugin won't work.

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *