Nelle farmacie lo psicologo di quartiere

Fonte: www.comune.milano.it

La sperimentazione inizierà il 15 gennaio prossimo, avrà una durata di 5 mesi, e interesserà zona Padova-Crescenzago e Gratosoglio
Milano, 19 dicembre 2008 – La Giunta comunale ha deliberato l’avvio, in forma sperimentale, del progetto “Psicologo di quartiere”. La sperimentazione inizierà il 15 gennaio prossimo, avrà una durata di 5 mesi, e interesserà due quartieri periferici della città: zona Padova-Crescenzago e zona Gratosoglio.

Il progetto si pone i seguenti obiettivi:
1. condurre una ricerca sui bisogni dei quartieri milanesi particolarmente problematici, intercettando il disagio psichico e rilevando la specificità della domanda in relazione al contesto urbano di appartenenza;
2. promuovere modelli di ascolto e di risposta ai bisogni con caratteristiche di maggiore fruibilità e accessibilità da parte della popolazione;
3. promuovere e sviluppare una rete di alleanze per la salute con gli attori istituzionali della città, facilitando il raccordo con le competenti strutture specialistiche territoriali;
4. promuovere la rete delle farmacie come punti di eccellenza sul territorio per la salute e la prevenzione, trasformandole in “Punto salute”.

A tale scopo, in due farmacie milanesi saranno presenti due psicologi che, in quattro fasce orarie settimanali, sabato compreso, di quattro ore ciascuna, offriranno gratuitamente un servizio di counseling psicologico e sostegno oltre a momenti di ascolto e orientamento.
I quattro psicologi avranno 3 ore mensili di supervisione e coordinamento al fine di erogare un servizio unitario e uniformare l’intervento nei confronti della cittadinanza, prevedendo un’adeguata formazione che abbia come obiettivo il recupero totale della persona e il suo reinserimento sociale.

Durante la fase sperimentale verranno raccolti i dati che saranno oggetto della ricerca al fine di evidenziare i bisogni sommersi e realizzare interventi mirati. Il tutto sarà poi valutato da un comitato tecnico scientifico.

Il progetto è in linea con il Piano Generale di Sviluppo del Comune che sottolinea l’importanza di promuovere azioni che garantiscano la qualità della vita e diano risposte ai bisogni dei più deboli, con particolare attenzione allo svantaggio socioeconomico nelle periferie urbane. Il progetto andrà ad arricchire la rete dei servizi alle famiglie.

L’Assessorato alla Salute fornirà gli indirizzi, il monitoraggio e il coordinamento del progetto; l’Università Cattolica la competenza clinica e la ricerca sul campo nonché gli psicologi; AFM metterà a disposizione le proprie sedi e il finanziamento.

“Negli ultimi 12 mesi sono state 45mila le persone che hanno chiesto un aiuto psicologico a Milano – ha spiegato l’assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna -. Di queste, il 44% ha espresso bisogni relativi ad ansia, stress e depressione. Si stima che questi casi aumenteranno di circa 20mila unità nel prossimo futuro. Non solo: aumenta costantemente il consumo di psiocofarmaci, soprattutto ansiolitici e antidepressivi, con un incremento annuo del 3,6%, soprattutto tra le donne. Numeri che sostengono l’importanza e la necessità di realizzare questo progetto”.

A Milano, inoltre, si calcola che circa il 20% della popolazione tra 0 e 18 anni si troverà ad affrontare disturbi psichici durante la vita e, tra questi, 36mila bambini e/o ragazzi. Anche in forza di questi dati, il progetto, realizzato in collaborazione con gli ordini professionali dei farmacisti e degli psicologi e con l’Azienda Farmacie Milanesi, potrà essere in seguito esteso ad altre zone della città, passando da una fase sperimentale a fase di definitiva realizzazione. L’ampliamento della sperimentazione prevede fin d’ora la presenza di psicologi in farmacie con requisiti logistici indispensabili (per garantire spazio e riservatezza), sia della rete AFM che di quelle aderenti a Federfarma. In futuro saranno coinvolte 72 farmacie, pari al 18% di quelle presenti sul territorio milanese (in tutto 423).

La presenza a rotazione dello psicologo coprirà un monte ore annuo di 14.472 ore, incluso il sabato. Una presenza che consentirebbe di intercettare circa 20.000 cittadini, con un impatto di circa il 20% sul bisogno inespresso da parte delle persone con disagio psicologico, stimato a Milano in circa 100.000 soggetti, una percentuale compresa tra l’8% e l’11% della popolazione residente.

“In sintesi – ha concluso Landi – il progetto avrà il compito di intercettare quelle fragilità che si nascondono dentro le case, anche in conseguenza di violenze domestiche, che il più delle volte non vengono denunciate o conosciute per vergogna o paura. Aiuterà quindi la gente a trovare risposte scientifiche adeguate a recuperare l’equilibrio interiore”.

Fabio Fareri

Author: Fabio Fareri

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2 Comments

  1. L’idea progettuale dello psicologo di quartiere mi sembra assolutamente valida soprattutto per le finalità che intende raggiungere e sono anche certa che potrà essere un buon sistema per intercettare quelle fragilità che si nascondono dentro le case e non solo!
    Credo che sia veramente opportuno divulgare la vostra iniziativa e mi piacerebbe saperne di più oltre che entrare a far parte di un progetto come quello vostro.
    Parlo da psicologa penitenziaria che da oltre 20 anni esercita la professione in ambito carcerario e posso assicurare che il più delle volte da quando sto diffondendo la cultura della possibilità di ricevere aiuto dello psicologo in carcere ,la richiesta da parte dei detenuti è molto aumentata e la prevenzione di gesti di autolesionismo e di disturbi del comportamento è sicuramente in crescita.
    Restando a disposizione per qualsiasi chiarimento resto anche in attesa di un riscontro.
    Daniela Teresi
    Psicologa -psicoterapeuta del Lazio

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  2. Trovo questa iniziativa molto interessante, ma mi chiedo se gli psicologi vengano pagati o meno.
    Qualcuno sa dirmi cosa bisogna fare per candidarsi come psicologo disponibile a questa esperienza?
    Grazie

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